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February 06 Dimmi, Musa cara, cosa devo fare per riposare la mente su qualche bella parola, come faccio a prendere di nuovo in mano la penna e scrivere, semplicemente scrivere, per il piacere immenso di creare qualcosa che prima non c'era e che ritempri le frenesie quotidiane alla luce di un lumino notturno, che faccia sorridere, pensare, versare qualche lacrimina di commozione. Cosa devo fare?
<Tu non te ne sei accorto forse, ma mi tradisti già da lungo tempo, ove principiasti al culto della Bella Strega che t'ammalia con le sue astrazioni, e che ancora nulla ti ha permesso di creare, perchè è gelosa della sua perfezione, della sua vanità. E per questo rimani, solo, a piangere sul soffitto del tuo paese, di quella cella tanto cara al famoso pipistrello, e tu t'assimili a lui, cieco che vuoi venirne fuori solo con la "sensibilità".>
E quindi, come tornare ad adularti, come creare nel frattempo?
<Non so se potrò ancora concederti questo privilegio, non so...ci penserò...>
Così la Musa vaga si dilegua, quand'ecco che dai resti della sua ombra, incalza una nuova figura, simile alla prima, ma con un vestito pieno di colori e un sorriso sereno, e una mano tesa. Si siede sul soffitto della cella, e mentre la Bella Strega osserva, lei continuando a sorridere, apre le gambe verso di me, lasciano scivolare sul freddo pavimento del tempo e del dovere, la sua stoffa splendente, dipinta di arcobaleno.
November 11 Irrefrenabile rancore spinge sotto la barba e brucia, si dimena paralizzato dalle catene di quell'ego superiore che gli ha sanato i coglioni. Una bolgia di carcerati, lì giù, nel petto, dove s'agitano danze demoniache e le più fetidi espressioni sibilano fra i muri. La rabbia, il dolore, la gelosia, la follia, tutta la bella famiglia a digiuno da che videro la luce nella loro culla d'avorio che mai li espose al mondo, madre ossessiva e ingiusta. Ora li vedi? Come muoiono nelle loro stesse urla? Li vedi? Come si graffiano di impeto i volti ignoti? Tu pensi alle ninne nanne che un tempo sapevano ammaestrare lo spirito già in fiamme, che vuole acqua, sì ma di vite, non per spegnersi, ma per giorie nei suoi zampilli rossi di sadismo e odio per questo vomito di mondo, racchiuso in una botola sorda che non hai forse mai aperto. Singhiozzi saltellano obliqui sul pericardio. E le nocche discutono, ma il loro stato l'impedisce una buona comunicazione. Concordi però, dice il cervello, nel bisogno vitale di sfaldare la dolce carne di qualcuno. October 16 Cos'è questa bella canzonetta di parole?
Un modo per ridere pure in faccia al sole,
che quando non c'è più il bel lauro sulla fronte
ti viene solo una filastrocca deficiente.
Che un po' mi piace, perché mi rasserena
che ancora riesco a raccontare in qualche rima
l'amore, la vita e i suoi colpi di scena,
le palle quando scendono a terra più di prima.
Ma adesso stanno su, e siamo tutti contenti,
fra amici, fidanzate, parenti e conoscenti,
che poi è molto semplice ciò che dobbiamo fare:
vivere, poetare, suonare e ben chiavare,
amando le faccine di chi ci vuole bene,
e sempre ringraziarle della loro pazienza,
a sopportare noi che diamo mille pene,
e sempre ci sentiamo apposto con la coscienza.
E sì! La roccia è salda, almeno così figura;
è facile che lo sia, se cresce su piana radura,
insicura e traballante, la mano l'avvinghia e dispera,
e sale, sale senza guardare quel che giù c'era.
Poveretta manina che scopre, quando giunge alla cima del monte,
(e non trova l'uomo famoso dell'ananas e delle banane)
a occhi chiusi sospira, sorride, s'asciuga la fronte,
poi l'apre di colpo ed esclama :" Ma porco d'un cane!"
E sì! Una bella espressione, dico quella del viso
quando scalava e sognava nel suo paradiso
e da sotto vedeva cieli, amabile roccia, e tanta festa:
che peccato fosse tutta ben fatta cartapesta!
Oillelè oillalà, stiamo tranquilli, suvvia! Che fa?
Se v' ha aggarbato la canzonetta, scrivetelo qua.
In fondo lo sapete, vi ricordo, son parole:
un modo per ridere in faccia pure al sole.
August 12 Le favole puzzano di rancido.
Me lo raccontava una fatina, una mattina settembrina.
Mi ha detto di Biancaneve, che si scopa un nano al giorno, e viene pure ben pagata, mentre il principe panzuto fatica all'ortofrutta: tiene solo mele, rosse tutte intorno, e il veleno lo conserva per sé, quando la moglie esce di casa e canticchia "Sto andando a lavoraaaaaar, trallalallallallallaà...". Puttana...pensa, ma va bene così. Almeno porta i soldi a casa.
Cenerentola è sotto il programma di protezione, giacché le sorellastre ancora la vogliono vedere morta. Ora si chiama Ferdinanda Bassezzi, e fa la commessa da Swarovski. Si è comprata una casettina in Canadà. Direte voi, perché? Ha scoperto che l'amore suo se la faceva con la fata madrina; un giorno, tornando al castello, lungo il corridoio che portava alle stanze reali ha sentito gridare "Bidib...ohhhhh.....bodibiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, ahhhhh....buuuuuuuuuuuuuuuuuuu". Vi risparmio la scena che si è aperta ai suoi occhi languidi.
Pinocchio ha preso in eredità la falegnameria di Geppetto. Ogni tanto, dopo il lavoro, si tira un po' della colla rimasta inusata. Cleo è morta, se l'è pappata Figaro, quel gran bastardo, che ora va per i cinque chili. Purtroppo il caro se n'è andato di cervello a forza dei drogarsi. Ora fabbrica sopratutto burattini, e passa le giornate a parlare con loro. Peccato che sono solo di legno. La fata si è anche giustamente rotta i coglioni di dargli una mano! Mangiafuoco intanto è crepato di ulcera...mi sembra il minimo insomma.
E che dire dire della Sirenetta? Forse il suo è rimasto uno dei pochi matrimoni felici. Ha insistito con Erik per aprirsi una pescheria. Ha fatto una fortuna, poiché un bel pomeriggio gli è capitata fra le mani una coda di pesce azzurrina di tre quintali. L'ha rivenduta ad un ristorante di lusso sulle coste danesi e si è fatta i migliori soldi.
Solo dopo l'hanno avvisata che probabilmente aveva fatto a fettine ciò che rimaneva del buon vecchio re Tritone. Povero papà!
Lilli è stata presa sotto da un camion, mentre il Vagabondo l'hanno dovuto abbattere perché obeso. A vagabbo', spaghetti all'amatriciana tutti i giorni fanno male, e che cazzo!
La carica dei centoeuno è diventata la carica dei trentaquattro. Alla fine l'dea di Crudelia pare sia stata acquisita da Roberto Cavalli.
Raperonzolo è calva a furia di tirare quei capelli. E poi la taccagna comprava pure uno shampoo di merda...
Pochaontas è diventata razzista. Gira su una kavasaki ninja con catene e paracolpi borchiati in cerca di risse per tutto il South England.
Anastasia poverina, al momento è in coma farmacologico, per abuso di vodka alla fragola. La vita di palazzo, si sa, è dura e le care abitudini di casa propria non si dimenticano mai.
Mi ha fatto un sacco piacere sapere di Mowgli. Ora si è aperto una palestra a Forlì e ha un grosso tatuaggio sul collo con scritto "Baloo perdonami"
La bella addormentata, sembra quasi banale dirlo, soffriva d'insonnia ormai da tempo. Ha deciso di salutarci ficcandosi l'ago non vi dico dove, e morendo dissanguata.
Alla fine ho detto basta, non ho voluto sentire più nulla. Il mio cuore di bimbo sopravvive solo perché crede ancora a Peter e al tappeto volante. Sinceramente, ho avuto paura di sapere che fine avessero fatto...
July 07 E' andata.
Se n'è andata insieme all'ansia, l'attesa, il timore recondito di non farcela. Se n'è andata con gioia, con un sorriso bagnato da lacrime vere e pure, all'uscita del conservatorio, una mattina di luglio. Un esame? No...una parentesi di anni, l'epilogo di ore ed ore incollato ai tasti neri e bianchi, tenendo il tempo fuori dalla mia porta, asciugando con la speranza e la determinazione il sudore di mille sacrifici. Pensando...che la strega capricciosa mi ha portato via tanto, a volte troppo.
Mi ha tenuto fra le sue braccia a lungo, a coccolarmi, a parlarmi, a scoparmi come una forsennata, distraendomi dalla vita che intanto passava.
Ho perso momenti, risate, racconti, in mezzo agli amici che sono ancora lì. Ma nel frattempo ho perso anche altro, nel sortilegio di una scala o una suite inglese.
Tre anni. Lunghi, lunghissimi, da quella volta in cui fui punito della mia leggerezza, delle circostanze amare che, ahimé, a volte ti capitano nella vita.
Adesso, solo, dentro e fuori, salutavo la commissione. Nella cartellina, una tasca a strappo custodiva gelosa i loro portafortuna, i piccoli amuleti scaramantici che i miei amici mi hanno consegnato il giorno prima. Un braccialetto, una tessera telefonica ellenica, l'abbonamento alla curva dello Iacovone, un cartoncino divertito spettatore della sbronza più gloriosa della mia esistenza.
Ecco...è tutto lì, in quella stanza, su quel Bosendorfer a coda, il signore cattivo di tutti i pianoforti, lo stesso del mio amato Giovannino. Un pensiero veloce va anche a lui, a lui che mi ha rapito quando ero lontano, e senza scrupoli mi ha regalato alla strega. Totalmente, meravigliosamente.
Scala, studio, clavicembalista, Bach, ogni cosa scorre, nel bene o nel male, ma va... Fino a Mozart, buono, e Chopin, superbo. Ho dato tutto me stesso in quel valzer: l'atrio e il ventricolo si sono presi la mano e hanno ballato e ballato e ballato...e non esisteva più alcuna voce.
Alla fine, soltanto il sole caldo sulla mia pelle umida, e un "otto" che per me vale come un dieci e lode.
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